Mi fermo a pensare, gli occhi persi nel nulla.

Penso a te, a noi, neanche da dire. Penso a tutto quello che è successo in questi due anni e sento gli occhi che diventano lucidi. Ripenso a tutte le volte che ho cercato di lasciarti andare. E a tutte le volte che sei tornato.

Come questa. Sarà stato settembre, sarà stata la malinconia che mi porto addosso, saranno state le tue parole. Mi hai riconquistata in un attimo. E’ che con te sembra che il tempo non sia mai passato. Hai il potere di risvegliare in me tutti i ricordi più belli.

E sei fragile. Sei sincero. Sai come sono fatta. Sai che ci tengo a noi. Ho capito che sei cambiato. Che forse hai un po’ meno paura a dirmi che hai bisogno di me. Non che tu lo dica apertamente, sarebbe chiedere troppo. Ma hai quel tuo modo di dirmi le cose con una dolcezza infinita. Quel modo che mi fa scendere una lacrima quando lo schermo si illumina e leggo le tue parole.

E’ che abbiamo un immenso bisogno l’uno dell’altra. Abbiamo bisogno di completarci, noi due. Di guardarci negli occhi finché il verde e l’azzurro non si confondono per diventare un nuovo, bellissimo, colore. Il nostro.

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E’ un continuo cercarsi a intermittenza.

Come se non riuscissimo a smettere di pensarci. Lasciamo passare un po’ di tempo sperando che il ricordo svanisca, ma poi puntualmente uno dei due cede. Ogni volta si riapre un capitolo che non è mai stato chiuso.

Come una vecchia porta con la serratura rotta, che non si chiuderà mai del tutto. Se la guardi di notte può sembrarti chiusa, ma al mattino la luce dell’alba filtrerà di nuovo da quella piccola fessura per illuminare un po’ la penombra della stanza e dei nostri cuori. 

Come in una di quelle mattine di primavera in cui svegliandomi accanto a te in quella luce così fioca, quasi timida, vedo solo i tuoi occhi.

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Notti di lacrime e pioggia.

Come se anche il cielo fosse con te. Notti in cui pensi che non valga la pena riprovarci. Notti in cui credi che la fiducia sia meglio tenerla solo per te stessa, perché regalandola agli altri potresti vivere altre notti così. Notti in cui pensi che forse non esiste l’altra metà della mela. Esisti solo tu, il bicchiere mezzo vuoto e una sola faccia della medaglia.

Poi ti guardi allo specchio e vedi i tuoi occhi ancora lucidi. E ti chiedi se qualcuno riuscirà mai a guardarli come se lì dentro ci fosse tutto. Tutto un mondo da scoprire, bello come certe notti d’estate, in cui le lacrime non arriveranno mai e la pioggia sarà in letargo. Bello come quei giorni in cui senti una musica meravigliosa nell’anima.

Come quei giorni in cui ti guardi allo specchio e lui ti sorride di rimando.