Potrebbe andare più o meno così.

Potresti incontrarmi per caso, fermarti e fissarmi in modo imbarazzante.

Potresti fare centinaia di chilometri per vedermi.

Poi potresti darmi un bacio e canticchiarmi una canzone guardando la luna.

Potresti addirittura chiamarmi. Anche nel cuore della notte, tanto per sentire la mia voce.

Potremmo essere così felici da non rendercene conto.

Oppure potrei deluderti e farti del male, anche senza volerlo.

E potrebbe finire tutto. Tutta la magia che stava nascendo.

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Lei appariva distratta.

E in effetti lo era. Lei era perennemente distratta dal pensiero di lui.

Le piaceva isolarsi da tutto quando non ce la faceva più.

Pensava non se ne accorgesse nessuno. Anzi, no. In realtà non le interessava di ciò che gli altri potessero pensare.

Lei si isolava per sentire solo se stessa e ascoltare i suoi pensieri. Pensieri che parlavano di lui, del suo respiro.

Del suo sguardo. E del suo sorriso.

Quel sorriso che ogni volta la faceva trasalire, in un modo quasi celato, ma che lei sapeva di non riuscire a nascondere completamente.

Non era brava a restare indifferente. Non riusciva a far finta che un giorno, se quel sorriso fosse mancato, per lei sarebbe stato lo stesso.

E allora sorrideva anche lei. Forse per tentare di far provare quelle emozioni anche a lui. Forse soltanto per mostrargli, in silenzio, tutto l’amore che aveva.