Chissà che forma prende il tuo cuscino quando ti alzi.

Chissà che forma prende il tuo cuscino quando ti alzi. Chissà se qualche sogno gli resta aggrappato, come se non volesse abbandonare quella notte appena passata. Chissà se in uno di quei sogni ci sono anch’io. Chissà se invece il sogno più bello lo stacchi dal cuscino e te lo porti con te per tutta la giornata. Chissà.

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Have you seen a smile in my eyes?

Have you seen a smile in my eyes? It must have been the reaction to my deepest feelings. They told me I’ll never forget you. There will always be a piece of my heart belonging to you, London. “Home is where the heart is”. I can read it everywhere: on a wall, in my mind, in your eyes. London is everywhere around me. It’s just that sometimes I can get it and sometimes I can’t. London is right inside me. And always will be. If only I could turn back time…

E vorresti non averle mai sentite certe parole.

E vorresti non averle mai sentite certe parole. Almeno non te le ricorderesti ogni volta che i pensieri oltrepassano il limite che gli hai imposto. Potresti evitare di associarle alla persona che te le ha dette. Eviteresti di ripercorrere esattamente tutta la sequenza di parole e di silenzi che hai già vissuto. Forse la tua mente sarebbe più libera. Forse, ma non potrai mai saperlo, perchè la gente di parole ne dice tante. E tu continui a sperare che in quel momento almeno ci credessero. Perchè tu, in quell’esatto istante, le hai ascoltate e ci hai creduto con tutta te stessa. Nemmeno un dubbio. E a ripensarci dopo, a distanza di tempo, ti dici che forse avresti dovuto crederci un po’ meno. E ti riprometti che la prossima volta sarà diverso. Perchè tu sarai diversa. Ma in fondo sai già che qualcuno riuscirà di nuovo a sembrarti convincente. E allora gli darai di nuovo fiducia, sperando che le sue parole siano finalmente quelle vere, quelle che aspetti da sempre.

Un soffio caldo di libertà.

Un soffio caldo di libertà. E’ questa la prima frase che mi viene in mente guardando fuori dalla finestra. 21 marzo: primo giorno di primavera. Il cielo è azzurrissimo, senza una nuvola. Il sole illumina tutto di una luce calda ed esalta ogni colore. L’aria, a tratti frizzante, si è riscaldata, e stare all’aperto ora è un piacere. Finalmente è arrivata. L’abbiamo aspettata a lungo, ed eccola qui. La primavera in tutto il suo splendore. Con i suoi alberi verdissimi e i suoi fiori colorati. Margherite, viole e tulipani si sparpagliano sui prati verdi. Ogni cosa sembra mettere allegria. Finalmente la mia voglia di vestiti leggeri e il mio smalto rosa shocking potranno smettere di sentirsi fuori luogo.

C’era un poeta stanco che guardava il mare.

C’era un poeta stanco che guardava il mare. Stava sempre seduto sul suo scoglio e scrutava pensieroso l’orizzonte. C’era chi diceva che fosse pazzo. E a lui piaceva che lo pensassero. Sapeva che non lo avrebbero mai capito. Era nato su quell’isola, ci aveva vissuto la sua infanzia e la giovinezza, ma ora sentiva di doversene andare. Gli sembrava che, guardando il mare, avrebbe potuto trovare il coraggio di lasciare tutto. Quel coraggio che fino a quel momento non aveva avuto. Sapeva che altrove il suo talento sarebbe stato capito, valorizzato ed esaltato. Ma quella era la sua isola. Non era facile per lui decidere di andarsene. Avrebbe voluto vedere una nave arrivare, un giorno, e portare qualcuno che gli offrisse una possibilità, un’offerta che non avrebbe potuto rifiutare. In quel modo sarebbe stato costretto, in un certo senso, a lasciare la sua terra. E forse si sarebbe sentito meno in colpa. Ma la nostalgia, quella non gliel’avrebbe evitata nessuno. Quel giorno capì che, ovunque si fosse trovato, la sua isola sarebbe stata sempre dentro di lui, proprio in mezzo al mare del suo cuore. La sua isola sarebbe stata sempre la sua poesia più vera, più dolce e più triste di qualunque altra.

Ci sono fiori che ti profumano l’anima.

Ci sono fiori che ti profumano l’anima. Hanno colori accesi, sfacciati. Sono sicuri di sè e non temono nulla. Si lasciano guardare, vanitosi ed egocentrici. Sanno che, in mezzo ad un prato verde, nessuno potrà fare a meno di notarli. Ed è proprio la loro bellezza e la sicurezza che emanano ad attrarci.
E’ incredibile come gli uomini assomiglino ai fiori. Riescono a catturarti sempre, all’improvviso o con il passare del tempo. E il loro profumo ti accompagnerà per sempre.  Anche quando crederai di averlo dimenticato, basterà risentirlo per caso, in un giorno qualunque, per ricordare tutto. Sì, perchè ci sono uomini che ti profumano l’anima.


Una giornata che profuma di primavera.

Una giornata che profuma di primavera. Un giardino che si riempie di fiori. Le prime giacche di pelle. Occhiali da sole e sciarpine colorate e leggere. Abbasso gli occhi e niente più stivali. I piumini sono andati in letargo, chiusi in milioni di armadi. Via il profumo invernale speziato, che cede il posto ad una fragranza fiorita. Un cielo azzurro e un sole che scalda. Una domenica all’aria aperta. Passeggiate al lago. L’aria frizzante e pulita. E poi i tavolini fuori dai bar. Fine degli esami e ritorno alle lezioni. Uscite serali nei locali all’aperto. E la sorpresa di una brezza che non mi aspettavo, ma che sa già d’estate. La voglia di mare e la parola “vacanza” che fa capolino in molti discorsi e in tutti i pensieri.
Poi apro gli occhi.
Sogno di primavera svanito in un istante. Ma non manca molto. E, nel frattempo, posso sempre richiudere gli occhi e continuare a sognare.